Sito Ufficiale del Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale - a cura di Giancarlo Ugazio

Gruppo di Ricerca per la Prevenzione

della Patologia Ambientale

Associazione Scientifica senza fini di lucro

ATTIVITA’  DIDATTICA  EXTRAMURALE

O  NON  ISTITUZIONALE  DI  GIANCARLO UGAZIO

 

DATA

LOCALITA’

CHI

QUANTITA'

#

h

1990

13/3/1990

Perugia - Patol. Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

70

2

14/3/1990

Pisa - Patologia Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

80

3

15/3/1990

Pisa - Patologia Generale

Discussione Stud. Medicina-Chir.

80

2

17/3/1990

Ancona - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Specialità

20

4

22/3/1990

Roma - Patol. Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

80

3

27/4/1990

Pavia - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Specialità

30

2

   TOTALI

360

16

 

1991

   TOTALI

0

0

 

 

1992

29/4/1992

Pisa - PatologiaGenerale

Seminario Studenti Medicina-Chir.

80

3

18/5/1992

Ancona - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Specializzazione

20

4

19/5/1992

Ancona - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Specializzazione

20

3

26/5/1992

Torino- Med. Veterinaria

Lezione Studenti Tossicologia vet.

80

1

25/6/1992

Roma - Medicina Legale

Conferenza c/o Laboratorio FFSS

50

2

24/10/1992

San Michele (AL)

Conf.za al Presidio anti-inceneritore

70

2

   TOTALI

320

15

 

 

1993

23/4/1993

Ancona - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Specialità

20

2

19/10/1993

Torino

Lezione per Leganordambiente

30

2

26/10/1993

Torino

Lezione per Leganordambiente

30

2

30/11/1993

Torino

Lezione per Leganordambiente

30

2

   TOTALI

110

8

 

 

1994

24/2/1994

S.Francesco al Campo (TO)

Conf.za Sala Comunale

50

2

14/7/1994

Torino - Le Vallere

Conf.za Conv. Leganordambiente

70

2

25/7/1994

Giaveno (TO)

Conf.za Gruppo Cattaneo-Careglio

25

2

   TOTALI

145

6

 

 

1995

1/11/1995

Ginevra-Versoix (CH)

Istituto di Geologia, Seminario

20

2

11/11/1995

Torino - Lingotto

Relazione Congresso S.I.M.L.

200

1

22/11/1995

Torino - Piazz. Mad. Ang.

Conferenza Gruppo Cult.le Ferrero

12

2

2/12/1995

Torino - Lingotto

Relazione Convegno I.N.B.AR.

200

1

4/12/1995

Chieri (TO) Ist. Bonafous

Lezione di Pat. Amb. c/o C.S.E.A.

40

2

5/12/1995

Chieri (TO) Ist. Bonafous

Lezione di Pat. Amb. c/o C.S.E.A.

40

2

   TOTALI

512

10

 

 

1996

25/2/1996

Baldissero Can.se (TO)

Conferenza c/o Damanhur

57

2

1/1996

Pavia

Conferenza Circolo A.P.U.R.P.*

70

2

21/3/1996

Torino - Via Saliceto

Conferenza c/o Alleanza Futurista

20

2

23/3/1996

Roma - Ospedale d. Celio

Seminario per Direz. Med. Militare

5

2

11/5/1996

Baldissero Can.se (TO)

Conferenza c/o Damanhur

50

2

29/6/1996

Saluzzo (CN)

Conferenza c/o Circolo Arci

18

2

22/11/1996

Torino - Patol. Generale

Seminario per Dottorato di ricerca

30

2

   TOTALI

250

14

 

 

1997

3/2/1997

Pavia - Patol. Generale

Studenti III anno Medicina-Chirurg.

80

1

8/2/1997

Torino - Patol. Ambientale

Sartoris, Sanero & Co.

5

2

22/4/1997

Villafranca Piemonte (CN)

Studenti UNITRE a.a. 1996-1997

30

2

30/4/1997

Ivrea (TO)

Insegnanti Scuola Media G. Falcone

30

2

9/5/1997

Ivrea (TO)

Insegnanti Scuola Media G. Falcone

30

2

16/5/1997

Torino - Patol. Ambientale

Tirocin. (Bar, Bre, Bur, Dan, Men)

5

2

22/5/1997

Torino - Patol. Ambientale

Tirocinanti (Bar, Bre, Bur, Dan)

4

2

27/5/1997

Grugliasco (TO)

Studenti Tossicologia Med. Veterin.

120

2

17/6/1997

Torino - Patol. Ambientale

Bianco, Coppola, Scarsi & Co.

8

2

23/6/1997

Ancona - Med. Del Lavoro

Studenti Scuola Spec. Med. Lav.

12

2

20/7/1997

Perinaldo (IM)

Soci Circ. Cult. M. Passeroni

62

2

11/9/1997

Verona

USL # 20 Operatori dell’ambiente

30

3

24/10/1997

Saluzzo (CN)

Conferenza Biblioteca Comunale

100

2

25/10/1997

Barge (CN)

Scuola Media Giovanni XXIII

60

2

7/11/1997

Villafranca Piemonte (CN)

Studenti UNITRE a.a. 1997-1998  I

30

2

14/11/1997

Villafranca Piemonte (CN)

Studenti UNITRE a.a. 1997-1998  II

40

2

21/11/1997

Villafranca Piemonte (CN)

Studenti UNITRE a.a. 1997-1998  III

40

2

   TOTALI

586

34

 

 

1998

28/2/1998

Grosseto

Convegno Presentaz. Archi-Media

40

1

3/3/1998

Alessandria

Lions Club

55

1

10/3/1998

Firenze - Anatomia Patol.

Seminario Scuola Specialità

35

2

11/3/1998

Pisa - Patologia Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

80

3

12/3/1998

Pisa - Patologia Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

80

2

13/3/1998

Guardistallo (PI)

Conferenza Scuola Media Statale

75

2

13/3/1998

Cecina (PI)

Prelievi fiume Cecina con studenti

20

2

13/3/1998

Guardistallo (PI)

Conferenza nel Teatro cittadino

70

2

15/3/1998

Istia d’Ombrone (GR)

Conferenza per Archi.Media

5

3

30/4/1998

Cardè (CN)

Conferenza Associazione Pescatori

43

2

11/5/1998

Alessandria

Conferenza Studenti Liceo Plana

80

2

1/6/1998

Acqui Terme (AL)

Conf. Studenti ITIS Barletti  2a cl.

18

1

1/6/1998

Acqui Terme (AL)

Conf, Studenti ITIS Barletti  3a cl.

45

2

5/6/1998

Firenze - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Spec. Med. Lav.

25

3

6/6/1998

Montescudaio (PI)

Conferenza nel Salone parrocchiale

25

3

17/6/1998

Ancona - Med. del Lavoro

Seminario Scuola Spec. Med. Lav.

24

3

4/7/1998

Perinaldo (IM)

Conferenza Circ.Cult. M. Passerone

32

3

25/7/1998

Perinaldo (IM)

Conferenza Circ.Cult. M. Passerone

40

3

24/9/1998

Valenza Po (AL)

Conferenza Centro Culturale

60

3

   TOTALI

852

41

 

 

1999

7/6/1999

Torino-Liceo Sci. A. Volta

Lezione per studenti classe IIIB

23

2

21/6/1999

Saline di Volterra (PI)

Conferenza Comitato Val di Cecina

30

3

7/8/1999

Perinaldo (IM)

Conferenza Circ.Cult. M. Passerone

50

2

7/9/1999

Saline di Volterra (PI)

Conferenza Comitato Val di Cecina

8

2

9/10/1999

Gassino (TO)

Conf. G.I.A.N. Amici della natura

65

2

21/10/1999

Pisa - Patologia Generale

Lezione Studenti Medicina-Chir.

114

1

21/10/1999

Pisa - Patologia Generale

Lez. A.D.O. Studenti Medicina-Chir.

18

3

22/10/1999

Cecina (PI)

Conferenza Villa La Cinquantina

150

2

9/11/1999

Trieste - Anatomia Patol.

Seminario Scuola Specialità

50

3

26/11/1999

Saline di Volterra

Conferenza Sala culturale

60

1

30/11/1999

Cecina (PI)

Villa La Cinquantina (in audience)

==

==

   TOTALI

568

21

 

 

2000

28/1/2000

Guardistallo T. Marchionneschi

Conferenza Studenti Scuola Media

100

2

28/1/2000

Rosignano Sala Mercato

Seminario Comitato Mare Blu

110

1

6/3/2000

Firenze-Anat. Patologica

Seminario per specializzandi

40

2

18/3/2000

Torino

RAI3 Ambiente.Italia

?

1,5

5/4/2000

Torino, Patol. Amb

RAI3-Italie. TG3 Piemonte

?

0,5

18/5/2000

Torino-Liceo A. Volta

Conferenza 2 classi studenti

60

2

10/6/2000

Asti – San Fedele

RAI3 Ambiente.Italia

?

1

22/6/2000

Alessandria

Fac. Scienze Patologia Generale

40

2

24/6/2000

Monte-Isola

Amici della Natura

60

2

15/12/2000

Rosignano Solvay

Seminario x Medicina Democratica

24

2

16/12/2000

Volterra Palazzo dei Priori

Presentazione Libri di B. Niccolini

70

0,5

   TOTALI

>504

16,5

 

 

2001

02/2/2001

Canelli

Comitato anti-C.E.M.

120

0,5

10/2/2001

Torino – Circolo sottufficiali

Generali amici di L. Coppola

14

1,5

15/2/2001

Torino – U.N.U.C.I.

Circolo - U.N.U.C.I.

50

1,5

   TOTALI

184

3,5

 

 

2002

21/3/2002

Borgaro

Riunione scientifica UDEUR

10

2

06/5/2002

Chieri

Riunione scientifico-divulgativa

100

2

13/5/2002 S.Luigi - Orbassano Seminario Studenti Med.Chirurgia 60 2

14/5/2002

Asti - Comitato S. Fedele

Riunione scientifico-divulgativa

160

3

16/5/2002

Asti - Pro-natura

Riunione scientifico-divulgativa

35

1

   TOTALI

365

10

new2002-2007

Quando sono passato dal rapporto di dipendenza dallo Stato italiano, quale professore ordinario di Patologia Generale presso la scuola medica di Torino, al trattamento di quiescenza – 1 novembre 2007 – mi è stato conteggiato un cumulo di versamenti contributivo-previdenziali per 55 anni. Quasi per altrettanto tempo, con l’eccezione del corso di laurea in Medicina-Chirurgia, lo Stato mi aveva erogato emolumenti mensili a compenso della mia attività scientifica e di insegnamento.
Ho sempre cercato di svolgere il mio compito nel modo più degno possibile a vantaggio della conservazione della salute da parte della collettività nazionale,  ma contestulamente ho cercato di imparare sempre e dovunque. La motivazione di questo approccio non è stata solo il motto di uno dei miei più cari Maestri: “Insegnare non è difficile, purchè tu sappia bene ciò che devi insegnare”, ma anche il suggerimento rivolto da Ulisse ai compagni di viaggio (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120): “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza".
Con questo spirito, mi è capitato di accogliere con estremo favore lo stimolo derivato da un’obiezione rivoltami da un caro amico, il quale aveva rilevato uno hiatus di alcuni anni – 2001÷2009 – nella mia produzione scientifico-divulgativa, inserita nel sito dell’associazione scientifica che fondai nell’anno 2000: G.Ri.P.P.A. (Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale), nel tentativo di sopravvivere scientificamente alla Congiura del Silenzio.
Un rapido esame critico della situazione oggettiva mi ha garantito che lo hiatus era solo apparente perchè derivava dal dirottamento momentaneo della mia attivita divulgativa  dai canali del sito web dell’Associazione [www.grippa.org].
Ho quindi eseguito l’appello dei miei prodotti che hanno caratterizzato il periodo suddetto, e vi ho trovato:

Nella mia recente storia di pensionato posso annotare una innovazione della mia attività didattica, che continua quella itinerante extra murale, da me citata nel sito web entro il capitolo dedicato alla divulgazione. La novità sta nel fatto che, grazie alla pubblicazione del “Manuale di patologia ambientale, come prevenirla” e del “Compendio di patologia ambientale”, ho sufficiente materiale scientifico su cui discutere con i gruppi di cittadini che mi invitano a parlare su di esso, per chiarire loro dubbi e curiosità, intrattenendo dialoghi del tipo domanda-risposta.  Questa didattica a richiesta mi pare più vivace ed incisiva rispetto a quella, per così dire, passiva costituita da conferenze a tema che sono seguite, non sempre, da qualche domanda.  Inoltre tale procedimento mi svincola, nei limiti consentiti dalla legge, da eventuali bavagli imposti da sponsor o da autorità. La registrazione scritta dei dialoghi sarà poi incorporata in un quaderno annuale, e successivamente potrà essere messa a disposizione dei gruppi di cittadini che, via via, hanno fatto parte delle audience nelle diverse sedi. Il contenuto del Quaderno n. 1 – 2008, che verosimilmente verrà completato entro il corrente anno, riporta le sedi e le circostanze degli attuali 10 interventi in fieri. Non è escluso che il contenuto del quaderno, in tutto o in parte, sia anche inserito in siti web dedicati ai temi dell’ambiente in relazione con la salute al fine di favorire la divulgazione delle informazioni scientifiche il più capillarmente possibile e presso un ampio pubblico di cittadini che hanno il diritto di sapere, per godersi salute ambientale.
In questa impresa, quasi titanica perchè lavoro solo, mi sostiene il favore con cui sono stati accolti dal pubblico dei fruitori di Manuale e di Compendio, limitato, per causa di forza maggiore, in 1000 e 500 individui o istituzioni, rispettivamente. Una trentina di lettori del Compendio mi hanno rivolto l’onore di un commento scritto d’apprezzamento, che ho incorporato in un fascicolo intitolato “Echi dal Target”, e che mitiga nel mio spirito le sofferenze morali incontrate ad opera dei tanti minus habentes o disonesti che hanno remato contro la mia generosa lotta a favore della collettività: le gesta più significative sono riportate nella sezione “Echi dal Target-1”.
            Queste valutazioni hanno testimoniato che la pubblicazione delle informazioni scientifiche in tema di patologia ambientale che avevo raccolto in 50 anni di studio, di ricerca e di insegnamento + un lustro di elaborazione, è stata una scelta proficua, sebbene avventurosa. Ne è scaturito anche un commento positivo per la comprensibilità e per l’impronta scientifica; sono conscio che queste opere hanno i difetti propri del lavoro umano, del resto non mi sono mai sognato di riscrivere la Sacra Bibbia; pertanto mi ritengo pago di quanto commenta Bruno Ferrarotti, primo conservatore del Parco delle Sorti della Partecipanza di Trino vercellese, secondo il quale, chi pubblica un libro, da un lato fa leggere, ma fa anche pensare e, a suo avviso avrei raggiunto questo scopo.
Per precisione, non certo per presunzione, ritengo di essere anche riuscito a dare, in tanti anni di lavoro, un senso alla mia scelta della terza ipotesi della metà degli anni 1970, descritta nella Prefazione del Compendio di patologia ambientale, la cui portata scientifica, umana e sociale, ha riscosso l’eccellente riconoscimento da parte di Annarita Serra, preziosa collaboratrice nell’elaborazione grafica ed informatica di Manuale e Compendio, riportato nelle successive pagine VII e VIII del presente Quaderno.

NOTE TECNICHE
L’approccio innovativo della divulgazione basata sul colloquio domanda-risposta con lettori del Compendio e del Manuale di Patologia Ambientale e con cittadini interessati ad approfondire le loro conoscenze sulla Patologia-Salute Ambientale implica inevitabilmente che, nei miei interventi nelle diverse sedi, possa aver incontrato le stesse domande, le stesse curiosità. Tutte sono state pertinenti. Pertanto il lettore di questi scritti potrà trovare alcune ripetizioni di temi trattati nelle mie risposte, sebbene abbia sempre cercato di diversificare i contenuti di esse, ampliando l’area delle informazioni fornite, piuttosto che adagiarmi in modo acritico sul detto: ”repetita iuvant”.
G.U.

RINGRAZIAMENTO
L’autore esprime la sua riconoscenza alla Prof. Elisa Burdino per la revisione critica dei testi ed al Dr. Fabio Zuccotti per la consulenza informatica.

mille lettere accrocco

PRESENTAZIONE DEL COMPENDIO - Elisa Burdino

Come collaboratrice dell’Autore, ho avuto modo di seguire l’iter di quest’opera dalla sua ideazione all’evoluzione ed alla realizzazione. Sono stata quindi testimone del lavoro oneroso che il Prof. Ugazio ha affrontato spinto sempre da un progetto generoso: quello di trasmettere il suo patrimonio di scienza e conoscenza, frutto di una lunga carriera di docente e di ricercatore biomedico.
La patologia ambientale, gli inquinanti che ne sono la causa, la necessità di conoscere per attuare un’efficace prevenzione, sono i temi fondamentali dell’opera, trattati in modo approfondito sempre sulla base una ricca documentazione bibliografica.
La modalità della trattazione è del tutto originale e, benchè si tratti di argomenti molto impegnativi, avvincente per il lettore. Il linguaggio è sempre chiaro e intelligibile per cui, anche chi non ha particolari conoscenze in campo medico, può essere coinvolto. A questo concorre un’iconografia ricca e originale che illustra le varie situazioni di rischio ed aiuta a fissare i concetti esposti nel testo in modo molto efficace.
I danni prodotti dagli inquinanti ambientali sull’uomo vengono valutati durante tutto l’arco vitale, fin dalla loro azione genotossica sulle cellule germinali, e viene considerata
la loro interferenza sull’attesa di vita e/o sul depauperamento della sua qualità.
Particolarmente apprezzabile, perché per lo più trascurata e poco approfondita da chi si occupa della salute, è la tematica che riguarda gli effetti lesivi di molti inquinanti in condizioni di sinergismo o di potenziamento tossicologico. Vengono prese in considerazione le vie attraverso le quali le sostanze tossiche, immesse nell’ambiente dall’uomo, ad esso ritornano: acqua, aria, cibo. Di notevole interesse è la parte relativa ai rapporti tra salute e inquinamento dei corpi idrici, che riporta i risultati di ricerche sperimentali condotte dall’Autore in prima persona.
Gli inquinanti ambientali vengono considerati anche per i loro effetti cancerogeni e la loro implicazione in gravi malattie neurodegeneratative, col contributo di rassegne di particolare spessore scientifico.


Infine l’Autore si sofferma sugli enormi costi economici dell’assistenza medica per la mancata prevenzione e offre alla riflessione del lettore un elemento generalmente trascurato: i costi emozionali e morali, non quantizzabili, di patologie ad eziologia ambientale.
Ma, del resto, accanto a descrizioni di situazioni patologiche, si trova anche una parte propositiva: una serie di suggerimenti su azioni da non fare, con relative proposte dell’azione corretta, ed un prontuario di precauzioni che ognuno di noi può attuare nella vita quotidiana utili alla prevenzione dei rischi ambientali.
Ritengo che questo Compendio di Patologia Ambientale, unico nel suo genere per originalità e completezza di informazioni possa avere un target molto vasto: studenti di materie biomediche, medici, operatori in campo sanitario a vari livelli, ma anche tutti quei soggetti che hanno potere di disciplina normativa in campo medico ed ambientale e coloro cui compete il controllo della sua applicazione.
A tutte queste categorie si aggiunge il cittadino comune che, anche se non particolarmente acculturato, sente la necessità di conoscere per tutelare il più possibile il suo stato di salute.

In conclusione, penso di interpretare i sentimenti della collettività, rivolgendo un sincero ringraziamento all’Autore per aver elaborato un’opera che arricchisce il lettore non solo dal punto di vista scientifico ma anche da quello sociale ed etico.

PREFAZIONE DEL COMPENDIO – Giancarlo Ugazio

Quando, a metà degli anni ’70, divenni professore ordinario di patologia generale, mi si presentava davanti un ventaglio di evoluzioni scientifico-professionali: i) avrei potuto smettere di lavorare sodo come avevo fatto in precedenza, ii) avrei potuto rincorrere quegli allori accdemici che, in tempi recenziori, sarebbero stati definiti impact factor delle teste d’uovo e che avebbero fatto piovere sul bagnato lauti finanziamenti per ricerca, iii) oppure l’alternativa di fare appello alla mia coscienza di cittadino per restituire al contribuente, vero finanziatore del mio modesto budget, tutte le conoscenze scientifiche che egli mi ha permesso di conseguire, affinchè ne facesse il miglior pro a livello di prevenzione primaria di quei rischi dell’inquinamento dell’ambiente, che si sono ncessantemente aggravati negli ultimi decenni pari passu con l’evoluzione della globalizzazione mondiale.
La mia scelta, di uomo laico animato da una sincera religiosità naturale, cadde sulla terza ipotesi. Di conseguenza, cntinuai a svolgere un’intensa attività di ricerca in laboratorio e in campo su temi di patologia sperimentale, incanalandola su cammini istituzionali basati dapprima sul Consiglio Nazionale delle Ricerche poi sul Ministero della Pubblica Istruzione, veicoli d’elezione del sopraddetto tax-payer. Negli anni ’70 resi più profondo l’orientamento delle mie ricerche verso la patologia ambientale, intesa non come strumento di allarmismo ma di acquisizione del suo reciproco, quel bene non disponibile – come la libertà - che gli autori anglosassoni definiscono the environmental health. Inoltre mi ingaggiai in prima persona in un’opera impegnativa di divulgazione delle informazioni scientifiche mie e dei altri colleghi italiani e stranieri, nel primo caso in lezioni extramurali di patologia ambientale, impartite agli studenti di patologia generale di molte delle scuole mediche italiane, e nel secondo organizzando Convegni nazionali sulla Patologia da Tossici Ambientali ed Occupazionali (per un totale di 18 PTAO, tra il 1977 ed il 2001).
Non faccio mistero che la mia scelta degli anni ’70 cozzò frequentemente, nell’ipotesi migliore, contro l’indifferenza di molti minus habentes, al peggio, contro l’ostilità e l’ostracismo di molti che avrebbero potuto tollerarla od agevolarla, invece, per cinismo, egoismo, ignoranza, l’hanno boicottata senza tregua; queste due categorie di attori sono rubricate ai punti due e tre, rispettivamente, nella tabella che illustra la congiura del silenzio riportata a pagina 81 del Manuale di Prevenzione della Patologia Ambientale (Minerva Medica, 2006). I “congiurati” della terza categoria respinsero le mie richieste di finanziamento, costringendomi ad interrompere sia gli studi di tossicologia sperimentale, sia le ricerche ecotossicologiche sui corpi idrici in valle padana, per cui rivolsi la mia attenzione verso quelli della valle del Cecina.
La fondazione del G.Ri.P.P.A. (Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale) e l’apertura di un sito web (www.grippa.org) furono gli estremi tentativi per continuare l’opera divulgativa delle conoscenze scientifiche sui rischi dell’inquinamento ambientale per la salute del tax-payer. Però, il vuoto che si era creato contro la possibilità di compiere quest’opera altruistica mi aveva costretto a pensare che, se fossi stato il Ghibellin fuggiasco, non avrei lasciato ai posteri il manoscritto della Commedia, e tutto sarebbe andato perduto per me, per tutti e per sempre.
Infine l’aiuto della Compagnia di San Paolo di Torino ha reso possibile la pubblicazione sia del Manuale sopraddetto sia del presente Compendio. Le informazioni precedenti non vogliono arricchire il mio curriculum vitae ma servono per spiegare il cammino tortuoso ed insicuro dell’elaborazione di un’opera che è stata presentata magistralmente dalla Prof. Elisa Burdino, ed a cui non devo aggiungere nulla.

ECHI dal TARGET del COMPENDIO di PATOLOGIA AMBIENTALE (consensi & dissensi) scarica il file

 

new2008

Nella mia recente storia di pensionato posso annotare una innovazione della mia attività didattica, che continua quella itinerante extra murale, da me citata nel sito web entro il capitolo dedicato alla divulgazione. La novità sta nel fatto che, grazie alla pubblicazione del “Manuale di patologia ambientale, come prevenirla” e del “Compendio di patologia ambientale”, ho sufficiente materiale scientifico su cui discutere con i gruppi di cittadini che mi invitano a parlare su di esso, per chiarire loro dubbi e curiosità, intrattenendo dialoghi del tipo domanda-risposta.  Questa didattica a richiesta mi pare più vivace ed incisiva rispetto a quella, per così dire, passiva costituita da conferenze a tema che sono seguite, non sempre, da qualche domanda.  Inoltre tale procedimento mi svincola, nei limiti consentiti dalla legge, da eventuali bavagli imposti da sponsor o da autorità. La registrazione scritta dei dialoghi sarà poi incorporata in un quaderno annuale, e successivamente potrà essere messa a disposizione dei gruppi di cittadini che, via via, hanno fatto parte delle audience nelle diverse sedi. Il contenuto del Quaderno n. 1 – 2008, che verosimilmente verrà completato entro il corrente anno, riporta le sedi e le circostanze degli attuali 10 interventi in fieri. Non è escluso che il contenuto del quaderno, in tutto o in parte, sia anche inserito in siti web dedicati ai temi dell’ambiente in relazione con la salute al fine di favorire la divulgazione delle informazioni scientifiche il più capillarmente possibile e presso un ampio pubblico di cittadini che hanno il diritto di sapere, per godersi salute ambientale.
In questa impresa, quasi titanica perchè lavoro solo, mi sostiene il favore con cui sono stati accolti dal pubblico dei fruitori di Manuale e di Compendio, limitato, per causa di forza maggiore, in 1000 e 500 individui o istituzioni, rispettivamente. Una trentina di lettori del Compendio mi hanno rivolto l’onore di un commento scritto d’apprezzamento, che ho incorporato in un fascicolo intitolato “Echi dal Target”, e che mitiga nel mio spirito le sofferenze morali incontrate ad opera dei tanti minus habentes o disonesti che hanno remato contro la mia generosa lotta a favore della collettività: le gesta più significative sono riportate nella sezione “Echi dal Target-1”.
            Queste valutazioni hanno testimoniato che la pubblicazione delle informazioni scientifiche in tema di patologia ambientale che avevo raccolto in 50 anni di studio, di ricerca e di insegnamento + un lustro di elaborazione, è stata una scelta proficua, sebbene avventurosa. Ne è scaturito anche un commento positivo per la comprensibilità e per l’impronta scientifica; sono conscio che queste opere hanno i difetti propri del lavoro umano, del resto non mi sono mai sognato di riscrivere la Sacra Bibbia; pertanto mi ritengo pago di quanto commenta Bruno Ferrarotti, primo conservatore del Parco delle Sorti della Partecipanza di Trino vercellese, secondo il quale, chi pubblica un libro, da un lato fa leggere, ma fa anche pensare e, a suo avviso avrei raggiunto questo scopo.
Per precisione, non certo per presunzione, ritengo di essere anche riuscito a dare, in tanti anni di lavoro, un senso alla mia scelta della terza ipotesi della metà degli anni 1970, descritta nella Prefazione del Compendio di patologia ambientale, la cui portata scientifica, umana e sociale, ha riscosso l’eccellente riconoscimento da parte di Annarita Serra, preziosa collaboratrice nell’elaborazione grafica ed informatica di Manuale e Compendio, riportato nelle successive pagine VII e VIII del presente Quaderno.

NOTE TECNICHE
L’approccio innovativo della divulgazione basata sul colloquio domanda-risposta con lettori del Compendio e del Manuale di Patologia Ambientale e con cittadini interessati ad approfondire le loro conoscenze sulla Patologia-Salute Ambientale implica inevitabilmente che, nei miei interventi nelle diverse sedi, possa aver incontrato le stesse domande, le stesse curiosità. Tutte sono state pertinenti. Pertanto il lettore di questi scritti potrà trovare alcune ripetizioni di temi trattati nelle mie risposte, sebbene abbia sempre cercato di diversificare i contenuti di esse, ampliando l’area delle informazioni fornite, piuttosto che adagiarmi in modo acritico sul detto: ”repetita iuvant”.
G.U.

RINGRAZIAMENTO
L’autore esprime la sua riconoscenza alla Prof. Elisa Burdino per la revisione critica dei testi ed al Dr. Fabio Zuccotti per la consulenza informatica.

 

QUADERNO 1 COPERTINA

 

 

 CONTENUTO

DATA

AUDIENCE DOWNLOAD

1

Linee-guida 2008

luglio 2008

CAP. 1

2

Intervento ad Alessandria su Cr(VI) e CCl4 nella falda idrica di Spinetta Marengo

16 luglio 2008

100

CAP. 2

3 Intervento alla biblioteca della scuola Cesare Pavese (TO)
27 giugno 2008
15

4

MCS-TILT per IUHPE
9-13 settembre 2008 Torino

11 settembre 2008

37

CAP. 4

5

Intervento al Parco delle Sorti della Partecipanza di Trino Vercellese

20 settembre 2008

60

CAP. 5

6

Intervento ad Alessandria sulla nocività del Cr(VI) ingerito

23 ottobre 2008
70
7 Interventi a Cecina
07/08 ottobre 2008
75
8 Lezione all’UNITRE di Piossasco
11 novembre 2008
35
9 Lezione all’UNITRE di
Rivarolo-Favria
01 dicembre 2008
80
10

"Effetti sulla salute da parte della esposizione a solventi",  P.U. Capurro
Lunedì 20 novembre 1978

20 novembre 1978
11 Postfazione    

 

new2009

        L'uso dell'asbesto (amianto) fu uno dei costumi dell"uomo dagli albori delle civiltà di quei popoli che avevano la ventura di abitare zone che erano sede di giacimenti del minerale o prossime ad essi. É verosimile immaginare che a questa pratica d"uso si accompagnassero inevitabilmente le ricadute sulla salute, sia per l"attesa di vita, sia per la qualità della vita dei nostri antenati, sia ancora sulla densità delle popolazioni di quei tempi.

         Nell"età moderna, per certo, le conseguenze dell"uso di questo magico-pestifero minerale a carico dell"umanità si sono adeguate all"entità delle esposizioni, vale a dire alla diffusione del materiale, in quei tre momenti che costituiscono la filiera dei suoi rapporti con l"essere umano: la produzione, l"impiego, e lo smaltimento del materiale di risulta, come sempre.

         Nel tempo, questa filiera, sempre più estesa, ha fatto sì che l"asbesto, da risorsa, divenisse problema, e problema grave per la salute della collettività.

        La presente monografia inizia facendo la lista dei misfatti operati dall"asbesto, redatta originariamente da Rom, ed integrata dall"autore con una serie di immagini esplicative, continua illustrando i meccanismi d"azione biochimici della cancerogenesi da asbesto, secondo Voytek et al., e successivamente si inoltra nella palude Stigia dei comportamenti disonesti di un nefasto ed immondo combino tra imprenditori cinici da un lato e sanitari altrettanto disonesti e collusi dall"altro, tanto ben descritta da Abrams, secondo il quale pende il quesito su quante vite umane sarebbero state salvate-strappate all"azione patogena dell"asbesto se le conoscenze scientifiche su di essa, risalenti agli anni 1930, non fossero state pubblicate con tanto ritardo e previa censura, prima che si giungesse agli anni 1990 affinché il legislatore italiano ed europeo si decidessero a mettere fuori legge l"estrazione, la lavorazione, lo smercio dell"asbesto.

         La parte finale conclude la trattazione in modo pressoché consolante, perché lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità che l"asbesto, divenuto ora problema, in un prossimo futuro possa ritornare ad essere risorsa, sotto altre vesti da quelle che la natura gli ha attribuito. L"autore presenta un processo tecnologico innovativo e geniale, inventato e brevettato per il nostro paese e per la comunità europea da uno scienziato dell"Università di Modena (Alessandro Gualtieri) mediante il quale è possibile inertizzare le fibrille d"asbesto cancerogene, col riscaldamento a 1600°C, trasformandole in un derivato vetroso omogeneo ed innocuo, riciclabile come materia prima per molte applicazioni pratiche.
Giancarlo Ugazio

monografia asbest

  CONTENUTO DOWNLOAD
1 W.N. ROM,
Chapter 14. ASBESTOS AND RELATED FIBERS In Environmental and Occupational Medicine,
Ed. W.N. Rom; Little, Brown and Company, Boston, pp. 157-182,1983

CAP. 1

2 P. VOYTEK, M. ANVER, T. THORSLUND, J. CONLEY, E. ANDERSON MECHANISMS OF ASBESTOS CANCEROGENICITY
J. Am. Coll. Toxicology, 9, 541-550, 1990

CAP. 2

3

H. K. ABRAMS
SOME HIDDEN HISTORIES OF OCCUPATIONAL MEDICINE
Environmental Research, 59, 23-35, 1992

4 G. UGAZIO
INERTIZZAZIONE DELLE FIBRILLE D’ASBESTO
L’Amianto, da risorsa a problema...da problema a risorsa...
L’unica fibra di amianto innocua è quella che noi non respiriamo... 2009

CAP. 4

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monografia Edilizia


        Compito dell’edilizia è, in primis, la costruzione di fabbricati in cui l’essere umano prende dimora oppure svolge le sue attività occupazionali. Con queste operazioni, l’edilizia ritaglia spazi dall’ambiente generale, rendendoli “confinati”, dal termine inglese indoor, contrapposto all’outdoor, cioè “all’aperto”. Perciò, chi ci vive sta in un particolare volume abitabile, circoscritto da uno specifico perimetro, limitato dalle pareti, dal pavimento e dal soffitto. Queste caratteristiche valgono sia per le abitazioni, sia per le fabbriche, gli uffici, le scuole, sia ancora per un particolare tipo d’abitazione: il nosocomio. Pari ad esso sono tutte le strutture adibite a cura, tutela, ricovero di gruppi di soggetti, quali gli asili infantili, le scuole, i ricoveri degli anziani. Sotto il profilo lavorativo e produttivo in generale, hanno caratteristiche ed esigenze ambientali comparabili a quelle suddette tutte le altre attività di vita di relazione delle collettività che vanno da un laboratorio di lavorazione di derrate alimentari, ed anche mercati e negozi di vendita, che sono svolte in ambienti confinati appropriati, così come si può dire per le attività militari, quali gli accasermamenti. Solo le attività agricole e zootecniche, proprie del settore produttivo primario, sono svolte prevalentemente o totalmente outdoor. Nell’ambito di questo settore fanno eccezione le attività connesse con l’allevamento del bestiame da carne o di quello lattifero, in quanto richiedono appositi ambienti confinati.

         Per quanto concerne l’ospedale, la tipologia di particolarità di-scende dal fatto che, in questa struttura, vivono ed operano quattro figure sociali che gli conferiscono la sua ragione d’essere. Esse sono. 1) il paziente, 2) il sanitario, 3) il parasanitario, e 4) il responsabile che tratta, a vario titolo, i problemi tecnici e burocratici delle attività nosocomiali. Oltre che interagire variamente tra loro, soprattutto nell’ambito delle attività sanitarie sensu strictu, questi quattro soggetti-tipo sono anche esposti alle molteplici condizioni ambientali legate alle strutture che configurano il perimetro dello spazio confinato; come avviene, del resto, anche in tutti gli altri spazi confinati extra-ospedalieri.

         Infatti solo apparentemente tali strutture sono immutabili, al contrario, a seconda dei materiali costitutivi e dei relativi arredi, quasi regolarmente emettono diversi composti volatili o semi-volatili che entrano nell’organismo di ciascuno dei quattro soggetti che vivono od operano nel nosocomio. Wilke et al. (2004) indicano nei costituenti della pavimentazione la principale sorgente dei composti emessi, e sostengono che tale fenomeno dipende anche dalla permeabilità degli strati della struttura completa del pavimento. La via di ingresso privilegiata dei composti in questione, nell’organismo umano, è quella inalatoria, ma non è esclusa quella gastrointestinale, col potus o con gli alimenti. Le suddette emissioni possono frequentemente essere non innocue per il soggetto esposto, e pertanto provocare, presto o tardi, conseguenze patogene. La letteratura scientifica attualmente disponibile, molto spesso, sottolinea un fatto importante: che l’azione patogena, come sa bene il tossicologo, è dose- e tempo-dipendente. Vale a dire: quanto maggiore è la concentrazione ambientale dei veleni, tanto più gravi saranno i rischi potenziali per l’organismo esposto e, quanto più a lungo dura l’esposizione, tanto più di frequente compariranno le affezioni morbose.

         Una situazione a rischio ambientale e di salute simile a quella legata alla costruzione nuova caratterizza le ristrutturazioni che sono proprie dell’edilizia. La letteratura scientifica è chiara ed esauriente in merito (Reiser et al., 2002).

         Come sempre avviene anche negli ambienti non-nosocomiali, i veleni ambientali non hanno fretta di manifestare la loro nocività, ma le conseguenze per la salute umana diverranno palesi col tempo, grazie anche ai noti effetti di sinergismo e/o di potenziamento. Al proposito, qualcuno propone, semplicisticamente, che l’uomo si adatta. È possibile, ma non è la soluzione migliore pagare con la vita, o con ingenti costi emozionali e/o finanziari, uscire dalla conta dei soggetti esposti, di qualunque delle quattro figure nosocomiali, analogamente a tutti i fruitori degli spazi confinati, abitativi ed occupazionali, detti in precedenza. Al contrario è preferibile per gli individui e per la società, la prevenzione primaria dei rischi, e questa dipende esclusivamente dalla conoscenza e dalla consapevolezza delle possibili esposizioni ai veleni ambientali.

         Premesso che sarebbe conveniente che le emissioni fossero assenti o che erogassero composti innocui, possiamo considerare per conoscenza, ciò che la scienza ci insegna oggigiorno. Per prima cosa, si deve ricordare che la contrapposizione tra i rischi ambientali e la loro assenza, in gergo politichese, è definita criticità/positività sia per l’ambiente di vita, sia per quello occupazionale, sia, non da meno, per quello sui generis nosocomiale. Da un punto di vista strettamente scientifico, è appropriato parlare di inquinamento ambientale, di tossicità intrinseca dei composti presenti, e di patologia ambientale (reciproco di salute ambientale). Questa, a sua volta, dipende dalla dose e dal tempo, come si è visto in precedenza, ma anche dalla suscettibilità individuale dei soggetti esposti. In verità, il pianeta compreso in questa breve presentazione, corrisponde ad un grande complesso di conoscenze scientifiche e tecnologiche che il sapere moderno ci offre compiutamente, e che si sta evolvendo rapidamente.

         Venendo al problema specifico delle emissioni dalle strutture degli spazi abitativi confinati, incluso quello sui generis nosocomiale, focalizziamo l’attenzione sui pavimenti, sulle loro principali componenti, i materiali, da un lato, ed i collanti che li tengono insieme, dall’altro.

         Tra i primi si annoverano: la gomma, il linoleum, e il polivinilcloruro. Ciascuna di queste tre categorie di materiali possiede caratteristiche tecnologiche e costi di produzione e di posa in opera che suggeriscono e rendono conveniente la loro scelta nelle diverse ambientazioni. Le stesse considerazioni devono essere fatte riguardo ai collanti. Inoltre, al di là degli aspetti meramente tecnologici e commerciali, ciascuno di questi materiali potrebbe avere conseguenze per la salute umana, non solo nel tempo d’impiego - si spera il più lungo possibile - durante il quale il pavimento sopporta con successo il calpestio e l’usura delle quattro figure nosocomiali, ma anche in due altri importanti momenti. Si tratta sia dei processi produttivi, sia delle tecnologie di smaltimento, che non sono scollegati né tra loro, nè con l’impiego. Qualora tali materiali contenessero composti nocivi, per maneggiarli adeguatamente bisognerebbe far ricorso al sapere del medico del lavoro, e dell’igienista, rispettivamente. Nel campo della zootecnia o dell’alimentaristica, dedicate alla preparazionme delle derrate di origine sia animale che vegetale, le competenze richieste chiamano in causa il veterinario, l’agronomo, lo zootecnico. Bisogna aggiungere che questa non è materia di pura delega, infatti ciascuno di coloro che trattano i materiali e/o le tecniche dell’edilizia deve conoscere le informazioni scientifiche sufficienti su cui basare la prevenzione primaria dei rischi, non solo al banale fine burocratico di stare entro i limiti di legge, ma anche con un approccio etico, oppure per convenienza personale (chiunque potrebbe affrontare il turno di soggiornare per un po’ di tempo in un ospedale, quale paziente - la prima delle quattro figure nosocomiali - con la speranza di uscirne ancora deambulante). In ogni modo, anche da sano, sia come civile sia come militare, consumerà quei cibi o quelle acque che passeranno per le strutture che sono l’oggetto dell’osservazione della presente nota, e che senza dubbio non dovrebbero essere rischiose.

        Negli ultimi anni sono stati compiuti passi consistenti riguardo all’eziopatogenesi della MCS (Multiple Chemical Sensitization) affezione assai grave che colpisce ancora pochi soggetti dotati di un organismo troppo sensibile in un mondo troppo chimico: attualmente in Italia se ne contano 150, oppure 1500-4000 a seconda delle statistiche, ma che negli U.S.A. sono già 25-35 milioni, e la frequenza è in espansione. Pall (2002) ha riportato che alcuni casi di MCS si sono manifestati in un periodo di tempo in cui il paziente ha vissuto o lavorato in un particolare edificio nuovo o appena ristrutturato ("sindrome dell'edificio malato" = “sick building syndrome”) dove l’emissione di vapori di solventi organici può avere avuto un ruolo nello sviluppo della MCS. Un esempio significativo della MCS, quale sindrome dell'edificio malato, si è verificato circa 15 anni fa quando la U. S. Environmental Protection Agency (USEPA) ha ristrutturato la sua sede centrale: circa 200 dei suoi dipendenti sono divenuti chimicamente sensibili. L'interpretazione evidente di questo campione di incidenza della MCS è che l’esposizione ripetuta ad alti livelli di xenobiotici, particolarmente insetticidi o solventi organici, è ritenuta causa dell’insorgenza della MCS. Johnson (2000) ha definito tali casi “incidenti del progresso” (Casualties of Progress).

         Passiamo ora a considerare qualche spunto più significativo di ciò che le attuali conoscenze scientifiche ci possono insegnare sulle eventuali conseguenze per la salute collegate coi materiali e con le tecnologie trattate, rivolgendo un’attenzione speciale alla pavimentistica, comparto emblematico dell’edilizia abitativa e/o nosocomiale.


  CONTENUTO DOWNLOAD
1 Collanti

CAP. 1

Materiali costitutivi dei pavimenti

2 Gomma

CAP. 2

3 Linoleum

CAP. 3

4 Polivinilcloruro

CAP. 4

5 Pigmenti per gli aspetti estetici nell'edilizia

CAP. 5

6 Titanio

CAP. 6

7 Rapporto HUSS

CAP. 7

8 Riferimenti bibliografici

CAP. 8

9 Conclusioni

CAP. 9

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monografia RSU



IL RICICLAGGIO DEGLI SCARTI DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA DELLA SOCIETA’ PREVIA RACCOLTA DIFFERENZIATA:

DISCARICHE, INCENERITORI, TERMOVALORIZZATORI
TRE MODI PERVERSI PER SMALTIRE GLI STESSI SCARTI COME RIFIUTI.


        L’essere umano, un mammifero con attitudine all’aggregazione sociale, come si è industriato a vivere in contatto con l’ambiente, si è anche organizzato a procurarsi il cibo e l’acqua con cui vivere, rispettivamente per mangiare e per bere. Per quanto concerne il terzo elemento vitale, l’aria, ne ha sempre avuta a sufficienza non appena ha avuto le narici esposte alla luce del sole ed è stato costretto dall’ipercapnia ad inalare ossigeno. Ab initio, il cibo di origine animale gli era fornito dai successi venatori, e doveva conquistare quello vegetale con fatica attraverso le raccolte agricole, prima selvatiche, poi dalla faticosa coltivazione dei suoli.

        Nei tempi preistorici, l’ambiente faceva ancora aggio sugli esseri umani i quali, per campare, si accontentavano di quanto era loro strettamente necessario; quindi i rapporti tra i risultati delle attività fisiologiche del tubo gastroenterico e l’ambiente erano ancora del tutto soddisfacenti, e molto lontani dalle situazioni descritte dall’abate Parini nell’ode “La salubrità dell’aria”, infatti bastavano l’acqua piovana e quella di ruscellazione per smaltire il tutto. Invero, questo approccio virtuoso ha caratterizzato i comportamenti sociali-ambientali di etnie culturalmente elevate giunte indenni fino allo sterminio nel XIX e XX secolo oppure al confinamento nelle riserve per i superstiti: come fu il caso degli indigeni nord-americani.

         In tempi recenziori, nel mondo occidentale, con lo sviluppo delle società greca e romana nel mondo occidentale, le pretese di opulenza, di comodità, di raffinatezza hanno portato l’essere umano ad esposizioni rischiose nell’ambiente di vita, oltre che a quello di lavoro. Il saturnismo dei Greci che consumavano la sapa ricca del piombo che proveniva dalle rudimentali tecnologie dell’epoca, resa manifesta da quella infertilità che fu individuata dal poeta-medico greco Nicandro di Colofone, ne fu un evidente esempio. Il legislatore greco normò una salutare proibizione del consumo della sapa alla donna, più suscettibile alla sterilità da metalli pesanti rispetto all’uomo. Poi la produzione e l’uso della sapa si spostarono dalla madrepatria alla Magna Grecia, dove furono assunte senza indugio dalla gens romana, coi medesimi risultati di nocività sulla salute da esposizione ambientale. Ma ci fu allora un discrimine importante tra Grecia e Roma: nella penisola italica, la società del posto, probabilmente meno saggia di quella greca, mise in atto una vera e propria deregulation contro la proibizione del defrutum (l’equivalente della sapa) per le donne; la conseguenza fu che l’impotentia generandi provocò, insieme con modifiche dei gusti e delle attitudini sessuali, una perdita secca del 75% di bipedi umani ad ogni generazione.

         Non solo le capacità riproduttive dei Latini furono il bersaglio di questa patologia ambientale, ma furono intaccate anche le capacità intellettive dei dirigenti della società, soprattutto dei comandanti militari, attori in prima persona nelle conquiste belliche nel bacino del mare nostrum: il declino dell’impero romano, dai tempi di Cesare Augusto a quelli di Eliogabalo, secondo diversi autori, potrebbe essere una dimostrazione di questo evento storico (Nriagu, 1983). Poi la penisola fu invasa da popolazioni barbariche, Visigoti, Ostrogoti, Unni, Vandali, Normanni, ecc. che si riprodussero, anche in connubio con i pochi indigeni rimasti, ripopolando i territori della penisola italica, e traghettandone la civiltà attraverso il Medio Evo. L’entità dell’attività produttiva di questo periodo declinò in modo considerevole, come indicato, per esempio, da un indicatore specifico: la produzione del piombo toccò allora il minimo storico di 10.000 tonnellate all’anno, dalle 80.000 nei tempi dell’impero (Nriagu, 1983).

         Dopo, il mondo occidentale decollò progressivamente nelle attività produttive fino a realizzare - grazie a scienza e tecnologia - il sogno della rivoluzione industriale: medaglia dotata di due facce, da un lato progresso e vantaggi, dall’altro detrimento sia dell’integrità dell’ambiente sia della qualità della vita del bipede umano, salute compresa. Questo progresso si sviluppò sempre più nel corso degli ultimi secoli, in direzione del terzo millennio, fino ad approdare nella globalizzazione economico-industriale. In corso d’opera, nel XIX e nel XX secolo scoperte e innovazioni tecnologico-scientifiche permisero di realizzare, da un lato, 1) grandi successi nel rendimento della produttività, quanto al rapporto tra costi e benefici ed ai guadagni materiali e dall’altro, 2) meravigliosi risultati nella diagnostica e nelle terapie, mediche e chirurgiche, da quelle affezioni morbose che potrebbero affliggere il bipede umano durante il suo arco vitale, depauperando sia la qualità della vita, sia la durata dell’attesa di vita. In questo secondo punto si trovano le scoperte scientifiche che hanno traghettato l’umanità fuori dai rischi delle epidemie e delle endemie infettive e che, insieme con il miglioramento delle condizioni nutrizionali, hanno incrementato l’attesa di vita. Il ricambismo trapiantologico e la clonazione di cellule staminali del giorno d’oggi potrebbero fare il resto per una prestazione sanitaria d’avanguardia. Invece, nel primo punto si possono reperire gli elementi che hanno potuto, possono, e potranno, confliggere contro i vantaggi dei progressi biomedici.

         L’esasperazione della spinta a migliorare il rendimento tecnologico ed economico-finanziario delle attività dei principali settori produttivi: primario, secondario e terziario - per competere efficacemente nell’attuale mondo globalizzato, potrebbe svolgere un ruolo negativo; essa è in grado soprattutto di offuscare il visus di società eticamente e culturalmente miopi, quando nasconde i principali fattori che concorrono a far perdere all’umanità di oggi la salute ambientale, il reciproco della patologia ambientale. La conseguenza più grave è che tutto ciò potrebbe colpire non solo i contemporanei ma anche le generazioni future: la dissoluzione dell’impero romano insegna. Il vessillo più significativo di questo forsennato approccio insito nella globalizzazione, il marker di riferimento economico-finanziario, è dato dal P.I.L., (il prodotto interno lordo) di ciascuna collettività nazionale e/o sovranazionale. Nulla ci sarebbe da eccepire sul P.I.L., da un punto di vista strettamente tecnico, se sull’altare che esso costituisce non venissero sacrificati frequentemente molti spunti precauzionali rivolti alla conservazione vera della qualità e dell’attesa di vita di tutti i cittadini, sia di chi non sa, sia anche di chi norma a proposito del pubblico, senza sapere, senza voler sapere, in proprio, oppure volendo non far sapere ad altri, per pigrizia, egoismo, cinismo, opportunismo, secondo la cosiddetta congiura del silenzio (Ugazio, 2006, 2007a).

         Le attività produttive, così come la vita civile della collettività, implicano la formazione di scarti delle lavorazioni e di scarti derivati dalla fruizione sia delle derrate alimentari sia dei beni di consumo. Nel primo caso, sono contemplate materie prime in esubero oppure manufatti non commerciabili, mentre nel secondo si annoverano gli scarti di cucina, i contenitori di qualsiasi tipo per cibi e bevande, gli involucri e gli imballi di trasporto e di vendita dei beni di consumo, tutti materiali apparentemente non riutilizzabili. Attualmente, le società moderne del mondo industrializzato, in pratica, si sono dimostrate inclini a disfarsi dei materiali di scarto suddetti nel modo che, a prima vista, è meno dispendioso di tempo e di denaro, senza valutare la possibilità e la convenienza, a lungo termine, di trattare gli scarti come utili o preziose materie prime da riciclare, previa raccolta differenziata. Questa prassi costituirebbe un vantaggio economico-finanziario, sia per il risparmio di materie prime, sia per la riduzione dell’inquinamento dell’ambiente, con le positive ricadute sulla qualità e sull’attesa di vita dell’essere umano. Accanto alla forsennata spinta della globalizzazione del mondo moderno, non sono mancati di recente spunti virtuosi rivolti a riciclare i materiali di scarto invece che considerarli rifiuti da eliminare (Pontoniere, 2007). L’autore ha presentato il cosiddetto “obiettivo zero rifiuti” (no waste), riferendo che una catena commerciale U.S.A. ha programmato di reinserire i suoi residui (scarti) nei processi produttivi, risparmiando 500 milioni di $ all’anno. Bisogna considerare che, oltre ai vantaggi economico-finanziari, il riciclaggio previene l’inquinamento dell’ambiente, da un lato, così come garantisce la conservazione della “salute ambientale”, dall’altro. Un innalzamento della piombemia negli addetti alla manutenzione dei filtri degli inceneritori della città di New York (Malkin et al, 1992), essendo il quadro clinico del saturnismo direttamente proporzionale ai livelli della piombemia (Ugazio, 2007b), è una prova evidente del risparmio di salute che potrebbe essere ottenuta mediante il riciclaggio dei materiali di scarto, e quindi, anche per questa impensata via, di incremento del P.I.L.

         Talvolta le istituzioni nazionali e sovranazionali, deputate a normare in tema di prevenzione del degrado ambientale e dei relativi rischi per la salute pubblica, dettano le regole per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di quelli liquidi (la TARSU è una testimonianza dei costi di esecuzione di questi interventi). Inoltre, per esempio, dalla Ue alle istituzioni nazionali periferiche, ab initio, è stato intrattenuto un costante flusso di recepimento da parte dell’ordinamento giuridico degli stati membri. Da ultimo, la Corte della Ue da un lato, e la magistratura degli stati membri dall’altro, svolgono il compito di controllare il recepimento e l’applicazione delle regole dettate e pubblicizzate, in qualche caso punendo le inadempienze con provvedimenti sanzionatori.

         Per esempio, questo è stato il caso della multa comminata dalla Corte Ue al governo di Roma, nei primi anni 2000, per la carenza di adeguati depuratori al deflusso della rete fognaria del comune di Milano che immetteva acque nere direttamente nei corpi idrici Lambro, Olona e Seveso. Allora il Governo di Roma era tenuto a versare alla Ue la somma di 280 milioni di lire del vecchio conio al giorno, come sanzione amministrativa (pari agli attuali 144.608 € al giorno) secondo le informazioni del Prof. Giuseppe Chiaudano, Ecologo dell’Università di Milano e del Dr Domenico Zampaglione, Assessore all’ambiente del Comune di Milano, date durante la trasmissione Ambiente Italia (RAI-3) del 18 marzo 2000. Più recentemente, il 3 luglio 2006, l’esecutivo di Bruxelles ha deferito alla Corte Ue il governo di Roma per tardiva ed errata applicazione delle direttive comunitarie in tema di strategia per la riduzione dei rifiuti e i costi dello smaltimento, con l’accusa formale di tardiva “trasposizione” di normativa comunitaria, poi i giudici europei hanno condannato il nostro paese a pagare la relativa multa, come pubblicato dal quotidiano “Corriere della Sera” di venerdì 11 aprile 2008. La notizie è stata ripresa anche dal periodico “Europamica” del 12 aprile 2008 il quale, tra l’altro, si rifà alla direttiva “Discariche” 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, che stabiliva requisiti per l’uso delle discariche al fine di ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e per promuovere il recupero dei rifiuti. Tuttavia, nonostante le ripetute segnalazioni della multa di Bruxelles per Roma, manca ad esse un dato fondamentale: i mass media non hanno reso nota l’entità della sanzione amministrativa. Si potrebbe assumere tentativamente, per analogia anche se l’attuale stato di emergenza dei rifiuti della Campania non è stato considerato dall’esecutivo comunitario, che la multa del 2008 sia dello stesso ordine di grandezza di quella dei primi anni 2000. Se si dovesse parlare di più di 100.000 € al giorno, risparmiati mediante qualunque innovazione tecnologica rivolta allo smaltimento virtuoso degli scarti, riciclati per il 92-93%, sarebbe un considerevole contributo alle spese della gestione del trattamento degli scarti delle attività civili, come sarà considerato nell’apposita sezione.


  CONTENUTO DOWNLOAD
1 Raccolta differenziata e riciclaggio

CAP. 1

2 Discariche

CAP. 2

3 Inceneritori

CAP. 3

4 Caratterizzazione dei rifiuti urbani

CAP. 4

5 Termovalorizzatori

CAP. 5

6 Aspetti sanitari ed epidemiologici

CAP. 6

7 Conclusioni sulla Monografia "Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani"

CAP. 7

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Monografia MCS - I

  CONTENUTO DOWNLOAD
1 Lettere di David Milne a Giancarlo Ugazio, e di Giancarlo Ugazio ad Alison Johnson

CAP. 1

2 Prefazione di Gunner Heuser
Introduzione di Alison Johnson

CAP. 2

3 57 Storie Cliniche di Malati di MCS

CAP. 3

4 Postfazione di Alison Johnson

CAP. 4

5 Appendice 1: MCS-Video

CAP. 5

6 Appendice 2: Risultati statistici di una Ricerca

CAP. 6

7 Appendice 3.a: Sindrome della Guerra del Golfo

CAP. 7

8 Riferimenti Bibliografici

CAP. 8

9 Figura 1: Perdita di tolleranza dovuta ai veleni ambientali
Figura 2: Sintomatologia dovuta alla perdita di tolleranza

CAP. 9

10 Appendice 3.b: malattie dei veterani della guerra del golfo

CAP. 10

11 Appendice 4: Sovrapposizione tra MCS, CFS, FMS, e GWS

CAP. 11

12 Appendice 5: Ricerche scientifiche e pubblicazioni

CAP. 12

13 Appendice 6: Elenco dei medici di supporto

CAP. 13

14 Appendice 7: Raggruppamenti degli autori delle storie cliniche

CAP. 14

15 Appendice 8: Il Dr. Gots e l'istituto di ricerca

CAP. 15

16 Carta geografica degli Stati degli U.S.A.

CAP. 16

new

Monografia MCS - II

  CONTENUTO DOWNLOAD
1 Introduzione - Confessione

CAP. 1

2 Compendio di Patologia Ambientale (2007)
Cap. 2, Pag. 45-48

CAP. 2

3 Vittime del Progresso, di Alison Johnson, specimen

CAP. 3

4 Quaderno n° 1 - 2008
Cap. 4, Intervento all'8° IUHPE, 2008, Torino

CAP. 4

5 Christiane Tourtet: Brochure su MCS

CAP. 5

6 Christiane Tourtet: Sistemazione per disabili da MCS

CAP. 6

7 Lourdes Salvador: Cause, Sintomatologia, Diffusione, Riconoscimento, Cura dell'MCS

CAP. 7

8 Rapporto Jean Huss "Ambiente e Salute" per la Commissione Parlamentare della Comunità Europea (20 marzo 2009)

CAP. 8

9 A.S.E.H.A. Qld, per MCS America: Raccomandazioni per sistemazioni edilizie contro l'MCS

CAP. 9

10 Convenzione delle N.U. sui Diritti delle Persone Disabili

CAP. 10

11 MCS come malattia fisica, non psicosomatica,
Germania (Dicembre 2008, Ministerium für Arbeit und Soziales)

CAP. 11

12 PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI WASHINGTON

CAP. 12

13 NATURE "Clean Hands, Please!"

CAP. 13

14 Riconoscimento dell'MCS da parte del Governo Austriaco

CAP. 14

15 Riconoscimento dell'MCS da parte del Governo Giapponese

CAP. 15

16 Paesi e Stati virtuosi che hanno riconosciuto l'MCS

CAP. 16

17 Considerazioni conclusive

CAP. 17

18 Sintesi della Monografia MCS II

CAP. 18

new

Monografia MCS - III

  CONTENUTO DOWNLOAD
1 Introduzione

CAP. 1

2 Casi Clinici

CAP. 2

3 Considerazioni Conclusive

CAP. 3

 

DIVULGAZIONE DELLA PATOLOGIA AMBIENTALE ATTRAVERSO EMITTENTI  RADIO-TV

DA PARTE DI GIANCARLO UGAZIO FONDATORE E PRESIDENTE DEL G.Ri.P.P.A.

 

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DATA

EMITTENTE

PROGRAMMA

CONDUTTORE

SEDE

1

18/3/00

RAI-3

Ambiente-Italia

Beppe Rovera

TO sul Po

2

10/6/00

RAI-3

Ambiente-Italia

Beppe Rovera

Asti

3

26/5/00

RAI-3

Ambiente-Italia

Beppe Rovera

TO in P.A.

4

4/7/00

RAI-3

Ambiente-Italia

Lorenzo Gigli

Chieri

5

16/2/01

Radioproposta-1

Talk-Talk – Piemonte.1

Luca Gentile

redazione

6

15/3/01

Radioproposta-2

Talk-Talk – Piemonte.2

Luca Gentile

redazione

7

27/3/01

Radioproposta-3

Talk-Talk – Piemonte.3

Luca Gentile

redazione

8

21/4/01

Radioproposta-4

Ippocrate-1

Barbara Castellani

redazione

9

23/4/01

Radioproposta-5

Talk-Talk – Piemonte.4

Luca Gentile

x telefono

10

3/5/01

Telestudio Torino-1

D… come donna-1

Clara Vercelli, Walter Rolfo

redazione

11

5/5/01

Radioproposta-6

Ippocrate-2

Barbara Castellani

redazione

12

17/5/01

Telestudio Torino-2

D… come donna-2

Clara Vercelli, Walter Rolfo

redazione

13

24/5/01

GRP-1

Voci fuori dal coro.1

Giorgio Boccaccio

redazione

14

26/5/01

Radioproposta-7

Ippocrate-3

Barbara Castellani